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Warfarin, meglio continuare anche dopo un sanguinamento GI

I pazienti che hanno un sanguinamento gastrointestinale durante il trattamento con warfarin farebbero meglio a non sospendere oppure a riprendere l’anticoagulante dopo l'evento. A suggerirlo sono i risultati di uno studio retrospettivo appena pubblicato online sugli Archives of Internal Medicine. Infatti, nei 90 giorni dopo l’evento, i pazienti che hanno ricominciato a prendere warfarin hanno mostrato di avere un rischio significativamente più basso di trombosi senza un aumento significativo del rischio di un nuovo sanguinamento gastrointestinale.


FANS dopo un infarto, rischio cardiovascolare permane anche dopo 5 anni

Nei pazienti che hanno avuto un infarto miocardico e assumono farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), l'aumento del rischio cardiovascolare associato a questi agenti persiste per almeno 5 anni dopo l’evento. A segnalarlo è uno studio di coorte danese – l’ultimo di una serie a valutare l’effetto dei FANS negli infartuati – firmato da un gruppo dell’Università di Copenhagen e appena pubblicato online su Circulation


Statine non evitano il tromboembolismo venoso

Nonostante diversi studi avessero dimostrato il contrario, una nuova meta-analisi pubblicata su PLoS Medicine mostra che le statine hanno uno scarso effetto di prevenzione del trombo embolismo venoso (TEV) nei pazienti adulti.


Effetto cardioprotettivo del vaccino antiinfluenzale: due studi lo proverebbero

Il vaccino antinfluenzale può dimezzare il rischio di malattie cardiovascolari. Lo affermano i risultati di una metanalisi esposti a Toronto da Jacob Udell, del locale ateneo, durante il Canadian CardiovascularCongress 2012.


Betabloccanti nella malattia coronarica: servono?

L'utilizzo di betabloccanti in pazienti con pregresso infarto miocardico, con multipli fattori di rischio per malattia coronarica e con coronaropatia nota ma senza storia di infarto non è associate a una riduzione degli eventi cardiovascolari. Questi importanti risultati derivano dall'analisi dei dati del registro REACH appena pubblicata su JAMA.


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Nonostante diversi studi avessero dimostrato il contrario, una nuova meta-analisi pubblicata su PLoS Medicine mostra che le statine hanno uno scarso effetto di prevenzione del trombo embolismo venoso (TEV) nei pazienti adulti.


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Statine non evitano il tromboembolismo venoso

Nonostante diversi studi avessero dimostrato il contrario, una nuova meta-analisi pubblicata su PLoS Medicine mostra che le statine hanno uno scarso effetto di prevenzione del trombo embolismo venoso (TEV) nei pazienti adulti.


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Il vaccino antinfluenzale può dimezzare il rischio di malattie cardiovascolari. Lo affermano i risultati di una metanalisi esposti a Toronto da Jacob Udell, del locale ateneo, durante il Canadian CardiovascularCongress 2012.


Betabloccanti nella malattia coronarica: servono?

L'utilizzo di betabloccanti in pazienti con pregresso infarto miocardico, con multipli fattori di rischio per malattia coronarica e con coronaropatia nota ma senza storia di infarto non è associate a una riduzione degli eventi cardiovascolari. Questi importanti risultati derivano dall'analisi dei dati del registro REACH appena pubblicata su JAMA.


Warfarin, meglio continuare anche dopo un sanguinamento GI

I pazienti che hanno un sanguinamento gastrointestinale durante il trattamento con warfarin farebbero meglio a non sospendere oppure a riprendere l’anticoagulante dopo l'evento. A suggerirlo sono i risultati di uno studio retrospettivo appena pubblicato online sugli Archives of Internal Medicine. Infatti, nei 90 giorni dopo l’evento, i pazienti che hanno ricominciato a prendere warfarin hanno mostrato di avere un rischio significativamente più basso di trombosi senza un aumento significativo del rischio di un nuovo sanguinamento gastrointestinale.


FANS dopo un infarto, rischio cardiovascolare permane anche dopo 5 anni

Nei pazienti che hanno avuto un infarto miocardico e assumono farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), l'aumento del rischio cardiovascolare associato a questi agenti persiste per almeno 5 anni dopo l’evento. A segnalarlo è uno studio di coorte danese – l’ultimo di una serie a valutare l’effetto dei FANS negli infartuati – firmato da un gruppo dell’Università di Copenhagen e appena pubblicato online su Circulation


Statine non evitano il tromboembolismo venoso

Nonostante diversi studi avessero dimostrato il contrario, una nuova meta-analisi pubblicata su PLoS Medicine mostra che le statine hanno uno scarso effetto di prevenzione del trombo embolismo venoso (TEV) nei pazienti adulti.


Effetto cardioprotettivo del vaccino antiinfluenzale: due studi lo proverebbero

Il vaccino antinfluenzale può dimezzare il rischio di malattie cardiovascolari. Lo affermano i risultati di una metanalisi esposti a Toronto da Jacob Udell, del locale ateneo, durante il Canadian CardiovascularCongress 2012.


Betabloccanti nella malattia coronarica: servono?

L'utilizzo di betabloccanti in pazienti con pregresso infarto miocardico, con multipli fattori di rischio per malattia coronarica e con coronaropatia nota ma senza storia di infarto non è associate a una riduzione degli eventi cardiovascolari. Questi importanti risultati derivano dall'analisi dei dati del registro REACH appena pubblicata su JAMA.


Dott. Ottolini

Il Dott. Ottolini si laurea in Medicina e Chirurgia il 7 luglio 1988 presso l’Università Statale di Milano ed è iscritto all’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano dal 24 febbraio 1989 al n. 28878.

 

Il Dott. Ottolini vanta un’esperienza pluriennale in ambito di ricerca clinica e, più recentemente, si specializza nell’esecuzione di ecocardiogrammi colordoppler, una metodica fondamentale nella valutazione del paziente.

Membro della Società Italiana di Ecografia Cardiovascolare.

 

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